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La Magistratura di Sorveglianza

L'esecuzione delle pene nel nostro ordinamento è regolata dai principi sanciti dall’art. 27, commi 2 e 3, Cost., secondo cui "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. L’esecuzione penale è pertanto informata al principio di rieducazione. Da ciò deriva l'introduzione nell'ordinamento di una complessa normativa che, per gradi, ha condotto alla possibilità di rideterminare, in fase esecutiva, la durata delle pene e le modalità concrete della sua esecuzione.

Il complesso delle fonti normative fondamentali in materia, sinteticamente indicato come ordinamento penitenziario, è costituito dalla legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663 (Modifiche alla legge sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, c.d. legge Gozzini), nonché dal d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 (Regolamento di esecuzione).

Il legislatore del 1975, quindi, con l'emanazione della legge n. 354 ha dato ingresso nel sistema al principio della polifunzionalità della pena secondo cui, accanto a compiti di difesa sociale, la medesima deve svolgere la fondamentale funzione rieducativa di cui all’art. 27, comma 3, Cost., prevedendo a tal fine una serie di misure alternative alla detenzione. Con la legge citata, inoltre, il legislatore ha istituito la magistratura di sorveglianza, costituita – appunto – dal Tribunale di Sorveglianza e degli Uffici di Sorveglianza, e ha disciplinato il procedimento dinanzi alla medesima.

I Tribunale di Sorveglianza sono istituiti in ciascuno dei 26 distretti di Corte D'Appello, all’interno dei quali inoltre operano, quali organi monocratici, gli Uffici di Sorveglianza, istituiti su base circondariale o pluricircondariale.

Il Tribunale di Sorveglianza, organo collegiale a composizione mista, è formato dal Presidente, da un magistrato togato e da due magistrati onorari esperti in materie psicologiche, pedagogiche, sociologiche o mediche.

La Magistratura di Sorveglianza vigila sull’organizzazione degli istituti penitenziari, e decide sulle richieste di concessione di misure alternative e su tutti gli altri istituti riservati alla sua competenza dall’ordinamento penitenziario e dal codice penale.

Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha competenza territoriale sul distretto della Corte d'Appello di Bologna, comprendente tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Gli Uffici di Sorveglianza compresi nel distretto sono tre: Bologna, Modena e Reggio Emilia

L'Ufficio di Sorveglianza di Bologna ha competenza sul circondario dei Tribunali di Bologna, Ferrara, Forlì e Rimini.

L'Ufficio di Sorveglianza di Modena ha competenza sul circondario del Tribunale di Modena.

L'Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia ha competenza sul circondario dei Tribunali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Gli organi predetti, pertanto, hanno competenza sui seguenti istituti di pena:

  1. Casa Circondariale Bologna;
  2. Casa Reclusione Castelfranco Emilia;
  3. Casa Circondariale Ferrara;
  4. Casa Circondariale Forlì;
  5. Casa Reclusione Parma;
  6. Casa Circondariale Piacenza;
  7. Casa Circondariale Ravenna;
  8. Casa Circondariale Rimini;
  9. REMS Bologna;
  10. REMS Casale di Mezzani.